Intervista a Morozevich

30 Giu

Dopo l’inaspettata vittoria di Morozevich alla SemiFinale al Campionato Russo, Anna Burtasova ha proposto una doverosa intervista al ‘Moroz’ sul sito ufficiale della Federazione Russa, ripreso e tradotto dal russo all’inglese dall’impareggiabile ‘MISHANP‘ di ‘Chess in Translation‘. Come a volte succede (vedi la traduzione dell’intervista a Kasparov di qualche mese fa) anche Scacchi Internazionali dà il proprio contributo, proponendo la versione in italiano di questa intervista.

Anna Burtasova: Alexander, congratulazioni per la tua vittoria! Ho avuto l’impressione che nella prima parte del torneo tu abbia accumulato energie per poi entrare in forma nella seconda parte e iniziare a dimostrare di che cosa sei veramente capace…

Alexander Morozevich: Già, è proprio quello che è successo. Non è un caso che tu abbia avuto quella impressione e risulta evidente dalle mie partite.

A.B: Quindi potresti dire che alla fine del torneo eri al top della forma?

A.M: Quello di “forma ideale” è un concetto piuttosto discutibile, dato che si può sempre migliorare. Ma comparato con i miei ultimi cinque o sei tornei posso senz’altro dire che il livello del mio gioco si è decisamente innalzato.

Morozevich col trofeo vinto alla SemiFinale del Campionato Russo

A.B: Cosa sta dietro alla tua decisione, presa all’ultimo minuto, di partecipare alla SemiFinale del Campionato Russo?

A.M: Non giocavo da molto tempo. E’ vero, la SemiFinale non rientrava nei miei programmi. … fino all’ultimo momento non sapevo se avrei potuto partecipare. Ho avuto la certezza di poter partecipare solamente all’inizio di giugno. Per cui ho contattato la Federazione Russa e sono stato incluso nella lista dei partecipanti. Sono stato anche fortunato, visto che in quel momento vi era un numero dispari di giocatori.

A.B: E’ possibile affermare che stai di nuovo pensando ad una partecipazione più costante ai tornei?

A.M: Visto il modo in cui ho giocato direi proprio di sì. Prima non avevo questa certezza, visto che non sapevo come avrei giocato e cosa aspettarmi dal torneo.

A.B: Potremmo dire che la SemiFinale ha costituito una specie di test?

A.M: Sì, certo. Giocare ogni sei mesi non significa nulla, è troppo ampia la pausa. Lo stop alla mia attività professionistica è avvenuto nel gennaio 2010, è passato un anno e mezzo da allora […] All’inizio pensavo di giocare solamente il Torneo di Biel a luglio. Poi ho considerato il fatto che affrontare un torneo di Cat.XIX senza preparazione fosse troppo azzardato. Giocare un impegnativo torneo di qualificazione in Taganrog, appunto la SemiFinale, provare cosa significa, è stata la giusta decisione.

A.B: Ora gli impegni sono aumentati, in luglio Biel, in agosto la SuperFinale al Campionato Russo.

A.M: Quando stavo per partecipare alla SemiFinale, ho scherzato con i miei amici dicendo: “Vado là, mi riscaldo e, Dio volendo, mi qualifico”. Purtroppo la SuperFinale si disputa in un periodo scomodo per me. Quello è l’unico momento per il quale avevo dei progetti che non avrei voluto cambiare, ma lo dovrò fare, la SuperFinale è la SuperFinale. Era impossibile prevedere la mia qualificazione e dopo le mie prime partite è risultato evidente che sarebbe stata una dura impresa visto che stavo muovendo con notevole difficoltà.

A.B: Come ti sei dato da fare per superare quella situazione?

A.M: Credo semplicemente giocando. Ho giocato un po’, mi sono ricordato come si faceva e ho iniziato a giocare meglio.

A.B: Hai pensato di rientrare nella squadra olimpica russa?

A.M: Non ancora. Il mio obiettivo è il prossimo torneo. Per ora è Biel, poi sarà la SuperFinale. Quando avrò giocato alcuni tornei ne trarrò le conclusioni. Non si possono fare progetti a lungo termine sulla base di un singolo risultato, anche se di successo. Oltretutto quello era un torneo “svizzero”, dove il livello era diseguale; a Biel sarà un girone all’italiana con giocatori d’elite, tutt’altra cosa; la SuperFinale sarà un breve torneo “chiuso”, un’altra cosa ancora. Dopo aver giocato in questi tornei dalle differenti caratteristiche con forti avversari sarà possibile arrivare a qualche conclusione.

A.B: Qual è la situazione per quanto riguarda il tuo contratto con il Qatar in qualità di trainer? E’ concluso?

A.M: E’ una questione complessa. Da contratto il lavoro è concluso. Ma loro mi aspettano ancora e le nostre relazioni sono ottime. Se per esempio io avessi giocato male in Taganrog e Biel e mi fossi sentito finito come giocatore, allora avrei considerato la possibilità di continuare il lavoro in Qatar. Ma mentre gioco non voglio naturalmente combinare le due attività, quella di giocatore e quella di allenatore.

Anna Burtasova, oltre ad essere un’ottima giornalista e fotografa (sono ovviamente sue le immagini di questo articolo), è anche WGM.

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3 Risposte to “Intervista a Morozevich”

  1. bladerunner 30 giugno 2011 a 19:31 #

    Noti i protagonisti della prossima SuperFinale:

    Vladimir Kramnik, Peter Svidler, Sergey Karjakin, Ian Nepomniachtchi, Alexander Grischuk, Alexander Morozevich, Alexander Galkin e Artyom Timofeev

    Si disputerà a fine agosto e si tratterà, come dice Moroz nell’intervista, di un “breve torneo chiuso”, è infatti previsto un girone di sola andata, sette turni. Negli anni passati, almeno in quelli più recenti, la competizione era su undici turni. Lo spostamento si è reso necessario per evitare concomitanze con importanti tornei di dicembre, collocazione classica della SuperFinale.

  2. bladerunner 1 luglio 2011 a 07:36 #

    All’attento lettore che mi segnala la possibilità di un ‘refuso’ nel testo originale nella frase che ho tradotto “Lo stop alla mia attività professionistica è avvenuto nel gennaio 2010, è passato un anno e mezzo da allora”, rispondo ritenendolo altamente improbabile. E’ proprio quello che intendeva Morozevich che dalle delusioni di quel fine 2009-inizio 2010 si è considerato un “giocatore occasionale” e non più un professionista attivo. Quindi Pamplona 2010 e Reggio Emilia 2011 sono stati episodi importanti, ma che non facevano parte di una pianificazione dell’attività ad ampio respiro come compete a qualsiasi ‘top-player’. Ora le cose potrebbero cambiare, lo dice espressamente, in relazione ai suoi risultati di Biel e della SuperFinale.

  3. bladerunner 4 agosto 2011 a 21:24 #

    Segnalo un’altra intervista al Moroz, anche questa molto interessante e stavolta ‘video‘. Il merito va a Peter Doggers di Chessvibes.com:

    http://www.chessvibes.com/reports/alexander-morozevich-i-think-i-must-be-boring/

    Tra l’altro spassosa la parte in cui Morozevich afferma di cominciare a credere che il suo gioco sia noioso, visto che importanti antologie di partite degli ultimi anni (come quella di John Nunn ma non solo) non riportano alcuna sua partita!
    Molto interessante anche la parte in cui parla della sua attività di allenatore della Zhu Chen: “The most interesting thing is that she’s Chinese. She has a totally different understanding of everything. I was learning the way Chinese people are understanding chess.”

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