AiF intervista Kramnik

30 Giu

In occasione del suo 35esimo compleanno Vladimir Kramnik è stato intervistato da “Argumenty i Fakty“, settimanale russo presente sul web. Autrice dell’intervista Valentina Oberemko.

Valentina parte diretta: “In politica non si può essere amici, è possibile negli scacchi?” Vladimir risponde che ha buoni rapporti con la maggioranza dei giocatori, perfino con Anand che gli ha tolto il titolo. E poi cita Fischer che affermò: “Adoro il momento in cui spezzo l’ego del mio avversario”. Kramnik invece afferma di non avere nulla contro il proprio oppositore: è solo un gioco! E’ ovvio che prova disappunto dopo una sconfitta, ma più con se stesso che contro il proprio avversario.

Valentina incalza: “Sei ancora arrabbiato con Topalov per il “toilet scandal”, ti sei mai riconciliato con lui? Kramnik risponde che no, non si sono mai riconciliati, ma questo non ha molto a che vedere con gli scacchi; Vladimir ha ancora molto da obiettare sul comportamento di Topalov e del suo manager, sul piano personale.

Valentina fa poi riferimento a Kasparov: “Consideri Garry tuo amico? dopo tutto ti ha supportato all’inizio e tu gli hai tolto il titolo di Campione del Mondo!” Vladimir afferma che si possono distinguere diversi momenti nel loro rapporto. Dal momento in cui Kramnik aiutò Kasparov nel Campionato del Mondo del 1995 alla conquista del titolo da parte di Vladimir nel 2000 le cose sono molto cambiate: “dopo quest’ultimo fatto le relazioni sono molto peggiorate, Kasparov sembra prendere una sconfitta a scacchi come una dichiarazione di guerra e invece non è nient’altro che sport. Dopo il Match, Garry ha chiesto la rivincita pur non avendone diritto, avevamo firmato un contratto in tal senso. Non corrisponde affatto alla realtà l’insinuazione che io non volessi concedergli la rivincita.” Kramnik ribadisce che non ha nulla da rimproverarsi, in fine dei conti ha vinto tre Match Mondiali, cosa che è riuscita a meno di dieci persone nella storia degli scacchi. “Ho ricevuto abbastanza dalla mia carriera, ma spero di non aver ancor raggiunto il limite: mi sto preparando per riconquistare il titolo mondiale”

Per quanto riguarda il tema del ‘doping‘ negli scacchi, Kramnik ribadisce che il vero problema è il ‘cheating tecnologico‘: “non si sta facendo abbastanza, non basta un ‘metal detector’ per risolvere la questione, un chip si potrebbe impiantare dovunque”. Completamente diverso il discorso per quanto riguarda le droghe come sostanze che possono esaltare una prestazione come quella scacchistica: “un Campionato del Mondo dura settimane, nessuna sostanza conosciuta può garantire l’esaltazione delle prestazioni per un periodo così lungo, i rischi sono di ottenere proprio l’effetto contrario”.

L’intervistatrice fa poi riferimento alla presunta crisi degli scacchi in Russia, come sostiene Karpov: ma per Vladimir “Anatoly sta esagerando, siamo sempre il punto di riferimento negli scacchi. Una volta vincevamo di più? vero, ma i nostri principali rivali di oggi (Armenia, Azerbaigian, Ucraina) una volta facevano parte dell’Unione Sovietica. Nell’Unione Sovietica gli scacchi erano strumento politico; il supporto notevole garantiva risultati adeguati. I tempi ora sono cambiati, non credo proprio che l’interesse per gli scacchi debba essere stimolato artificialmente, anche se sono convinto che abbiano un ruolo positivo nello sviluppo cognitivo dei giovanissimi.”

L’intervista si conclude con qualche questione di tipo familiare: “Dai alla tua famiglia un’educazione scacchistica? giochi con tua moglie a scacchi? insegni a tua figlia il gioco?” “Comincerò a insegnare il gioco a mia figlia tra un anno o due (sua figlia Daria ha ora un anno e mezzo, NdR), perché sono convinto che gli scacchi sono incredibilmente utili per lo sviluppo dei bambini. E invito tutti i genitori a fare altrettanto! Con mia moglie non gioco a scacchi. Lei mi fa affrontare la mia professione nel migliore dei modi: non abbiamo avuto un bisticcio in più di tre anni di matrimonio, un buon rapporto non può che favorire un agonista che necessita di un favorevole stato psicologico. Mia moglie (la giornalista francese Marie-Laure Germon, NdR) sta studiando il russo, io parlo con mia figlia in russo, non ho mai studiato seriamente il francese: confido di rientrare un giorno in Russia con la mia famiglia.”

Tutte le foto dell’articolo sono tratte dal sito ufficiale di Vladimir Kramnik

L’intervista originale e integrale

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